Apri un libro, cominci a leggere e dopo due pagine tuo figlio si alza. Oppure gira subito al finale, ti interrompe per parlare di un camion o vuole guardare soltanto una figura. Viene spontaneo pensare: «Non gli interessano i libri».
Ma non ascoltare una storia dall’inizio alla fine non significa necessariamente rifiutare la lettura. Con i bambini piccoli, condividere un libro può voler dire anche indicare immagini, fare domande e tornare più volte sulla stessa pagina.
Per coinvolgere un bambino nella lettura, puoi partire dai suoi interessi, lasciargli scegliere tra poche alternative e accettare incontri brevi con i libri. L’American Academy of Pediatrics ricorda che non è necessario terminare una storia quando il bambino perde interesse.
Prima di insistere, osserva che cosa succede
La frase «non ascolta» può descrivere situazioni diverse. Un bambino chiude il libro appena lo vede; un altro guarda attentamente le immagini ma interrompe la voce dell’adulto. Un altro ancora chiede una storia e poi sembra troppo stanco per seguirla.
Prima di cambiare libro, prova a osservare quando si interrompe il coinvolgimento.
Succede quando cominci a leggere il testo? Quando non riesce più a vedere le figure? Quando gli chiedi di rispondere? Oppure soltanto la sera?
Queste domande non servono a misurare la sua attenzione. Aiutano a scegliere un piccolo cambiamento concreto: un momento diverso, una posizione più comoda o un libro che lasci più spazio alle immagini.
Lascia scegliere il libro, senza riempire il tavolo
Puoi cominciare con due alternative: «Preferisci quello degli animali o quello del treno?».
È una proposta semplice da sperimentare, che lascia al bambino una parte della decisione. Anche l’American Academy of Pediatrics suggerisce di seguire gli interessi del piccolo lettore e lasciargli scegliere il libro, compreso quello già ascoltato molte volte
Per trovare nuove possibilità senza acquistare subito, puoi consultare la guida del blog su come scegliere un libro in biblioteca con i bambini.
Se interrompe, prova a seguire il suo intervento
Stai leggendo una storia sul bosco e tuo figlio indica un uccellino: «Guarda!».
Puoi fermarti: «Sì, è sul ramo. Chissà che cosa sta guardando». Poi aspetta. Potrebbe aggiungere qualcosa, indicare un altro dettaglio oppure invitarti a continuare.
La conversazione può far parte della lettura condivisa. Nelle indicazioni dedicate ai bambini di 2 e 3 anni, l’American Academy of Pediatrics invita gli adulti a rispondere con interesse alle domande e ai commenti e a parlare insieme delle figure.
Non occorre però aggiungere una domanda a ogni pagina: puoi anche lasciare tempo per guardare, senza chiedere una risposta.
Prova un libro che permetta di partecipare
Se una storia con molto testo non suscita curiosità, puoi proporre un formato diverso. Ecco alcune possibilità da esplorare insieme.
| Se il bambino si interessa soprattutto a… | Puoi provare… |
|---|---|
| Nominare ciò che vede | Un albo con oggetti e situazioni riconoscibili |
| Cercare piccoli particolari | Un libro con dettagli da individuare |
| Ripetere suoni e parole | Una storia con ritornelli o una filastrocca |
| Inventare ciò che succede | Un libro senza parole |
| Un argomento preciso | Un libro illustrato su quel tema |
Sono tentativi di scelta, non regole legate rigidamente all’età.
Un’alternativa è raccontata nell’articolo sui libri senza parole per bambini e su come leggerli insieme: le immagini offrono un punto di partenza anche quando il bambino preferisce guidare l’esplorazione.
Per orientarti tra titoli e formati, puoi usare anche la guida online di Nati per Leggere, che permette ricerche per fascia d’età, autore, genere e alcuni temi
Cambia momento, se la sera diventa una trattativa
La lettura prima di dormire può essere piacevole, ma puoi sperimentare anche altri momenti: dopo la colazione del fine settimana, al ritorno dal parco o durante una pausa tranquilla.
Prova a proporre lo stesso libro in un’occasione diversa e osserva che cosa cambia. Non serve trasformare ogni incontro con i libri in un appuntamento da completare.
Se cerchi spunti per la sera, nel blog trovi anche leggere prima di dormire: una routine semplice per bambini dai 3 agli 8 anni.
Un esempio da provare alla prossima lettura
Metti vicino a voi due libri e lascia scegliere. Guarda la copertina insieme al bambino, poi comincia senza chiedergli in anticipo di stare fermo fino alla fine.
Se indica qualcosa, segui per un momento il suo interesse. Se vuole tornare indietro, tornate indietro. Se chiude il libro, puoi dire: «Lo lasciamo qui, lo riprendiamo quando vuoi».
L’obiettivo della proposta è rendere piacevole tornare al libro, senza usare il numero di pagine terminate come unico criterio di riuscita.
Domande frequenti sulla lettura ai bambini
Devo finire la storia anche se non vuole più ascoltare?
No. Puoi fermarti e riprendere in un altro momento: le indicazioni dell’American Academy of Pediatrics non richiedono di completare il racconto quando l’interesse viene meno.
Se vuole sempre lo stesso libro, devo proporne uno nuovo?
Puoi lasciare a disposizione altre possibilità senza togliere il preferito. Chiedere di rileggere una storia conosciuta è uno dei comportamenti descritti nelle indicazioni sulla condivisione dei libri a 2 e 3 anni.
Devo fargli domande per verificare se ha capito?
Durante una lettura per piacere puoi evitare la verifica sistematica. Prova a condividere un’osservazione o ad accogliere ciò che nota spontaneamente.
A volte una lettura riuscita lascia una frase da ripetere. Altre volte, soltanto il desiderio di riaprire domani la stessa pagina.

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