La partita finisce, ma il gioco continua con una protesta: «Non vale! Facciamo di nuovo!». Oppure arrivano le lacrime, le pedine vengono abbandonate e il bambino decide che non giocherà mai più.
Quando un bambino vuole vincere sempre, anche un semplice gioco in famiglia può diventare faticoso. Per parlarne insieme, una storia offre un punto di partenza diverso dal rimprovero: permette di osservare quello che succede a un personaggio, senza mettere subito il bambino al centro della discussione.
Un titolo dedicato proprio a questo tema è Tea. Perché non vinco sempre io? di Silvia Serreli, pubblicato da Giunti e indicato dall’editore a partire dai 4 anni.
Tea. Perché non vinco sempre io?: di cosa parla
A Tea piace giocare, ma piace anche vincere. Quando perde, può arrabbiarsi molto. La storia affronta le piccole frustrazioni e l’accettazione del fallimento, portando al centro una domanda semplice: possiamo divertirci anche quando non arriviamo primi?
È una situazione facilmente riconoscibile: il risultato della partita finisce per occupare tutto lo spazio, facendo dimenticare il piacere di stare insieme. La presentazione dell’editore individua proprio questo contrasto come tema del libro.
Non serve proporlo dicendo «Questo libro ti insegnerà a comportarti bene». Possiamo presentarlo come una nuova avventura di Tea e lasciare che siano le pagine ad aprire la conversazione.
A quale età proporre questo libro?
L’edizione verificata conta 36 pagine ed è consigliata da Giunti dai 4 anni. Può essere una proposta di lettura condivisa per bambini della scuola dell’infanzia e, secondo interessi e sensibilità individuali, anche nei primi anni della primaria.
L’età riportata dall’editore è un riferimento per la scelta, non un obbligo. Conta anche quanto il bambino riconosce la situazione raccontata e quanto gli piace ascoltare storie di questo tipo.
Per scegliere insieme altri titoli, puoi leggere anche Come scegliere un libro in biblioteca con i bambini.
Come leggerlo senza trasformarlo in una lezione
Una proposta è leggere il libro in un momento tranquillo, anziché subito dopo una partita finita male. L’obiettivo è condividere una storia: il bambino può commentare, ascoltare in silenzio o soffermarsi sulle immagini.
Durante la lettura possiamo domandare: «Secondo te, che cosa prova Tea?». È una domanda aperta, che non richiede una risposta corretta.
Meglio evitare confronti come «Vedi? Fa proprio come te». Possiamo invece parlare del personaggio e, se il bambino lo desidera, lasciare che colleghi spontaneamente la storia a un’esperienza propria.
Anche l’adulto può raccontare un piccolo episodio: «Una volta ho perso una partita a cui tenevo e ci sono rimasto male». Non occorre aggiungere una morale a ogni pagina.
Se vuoi inserire questa lettura in un’abitudine piacevole, sul blog trovi Leggere prima di dormire: una routine semplice per bambini da 3 a 8 anni, con spunti per lasciare spazio alla scelta e alle riletture.
Dopo la storia: una piccola proposta di gioco
Per riprendere il tema fuori dalle pagine, puoi proporre un gioco breve, con regole comprensibili e una durata adatta al bambino.
Prima di iniziare, chiarite insieme quando finisce la partita e come si stabilisce il vincitore. Se arriva la delusione, una frase possibile è: «Volevi vincere e sei dispiaciuto. Possiamo fare una pausa».
Accogliere il dispiacere non significa cambiare il risultato. Possiamo mantenere le regole e, nello stesso tempo, restare vicini al bambino.
L’adulto può anche mostrare come reagisce quando perde: riconoscere la delusione, complimentarsi con chi ha vinto e decidere se giocare ancora. Sono proposte da adattare alla propria famiglia, senza aspettarsi che una sola lettura cambi immediatamente le reazioni.
Un libro aiuta davvero un bambino ad accettare la sconfitta?
Un libro può offrire parole e occasioni di dialogo, ma non garantisce un cambiamento del comportamento.
Il valore di una storia come quella di Tea sta nella possibilità di tornarci: rileggere una pagina, ricordare un passaggio, osservare come il personaggio vive una situazione simile alla propria.
Per questo può essere più utile conservarlo tra i libri da scegliere liberamente, anziché tirarlo fuori soltanto quando qualcosa è andato storto.
Dove trovare Tea. Perché non vinco sempre io?
Il libro è di Silvia Serreli, edito da Giunti. Per identificare l’edizione descritta puoi usare il codice ISBN 9788809964372.
Puoi consultare la scheda ufficiale sul sito Giunti oppure cercare l’edizione su Amazon.it tramite ISBN, controllando formato, venditore e disponibilità.
Puoi anche chiedere alla biblioteca se è disponibile per il prestito: sfogliarlo insieme permette di capire se incontra l’interesse del bambino.
Domande frequenti
Quale libro scegliere per un bambino che vuole vincere sempre?
Tea. Perché non vinco sempre io? di Silvia Serreli è un titolo che affronta direttamente la rabbia legata alla sconfitta e le piccole frustrazioni del gioco.
Il libro è adatto ai bambini di 4 anni?
Sì, l’editore lo indica a partire dai 4 anni. La lettura insieme a un adulto permette di seguire la storia e parlare delle situazioni raccontate.
Conviene leggerlo subito dopo una partita finita con le lacrime?
Puoi scegliere un momento più tranquillo, quando la lettura può essere vissuta come un piacere condiviso. Non è necessario collegare esplicitamente il libro all’episodio appena accaduto.
Bisogna fare domande a ogni pagina?
No. Puoi lasciare spazio ai commenti spontanei e leggere senza interrompere. Anche ascoltare la storia in silenzio è un modo di partecipare.
Qual è il gioco che vostro figlio ama di più, anche quando non vince?

Commenti
Posta un commento