C’è una categoria di albi illustrati che non “raccontano” soltanto: mettono in scena un patto immediato con chi legge, chiedendogli di diventare parte attiva della storia. Non aprire questo libro… puzza! di Andy Lee, con illustrazioni di Heath McKenzie, appartiene esattamente a questa famiglia. Fin dal titolo, il libro imposta una dinamica semplice e potentissima: ti avverte, ti sfida, ti provoca. E il lettore, soprattutto se ha quattro o cinque anni, fa esattamente ciò che gli si dice di non fare.
Il motore narrativo è la disobbedienza giocosa. Girare pagina diventa l’atto che “scatena” il disastro, e il disastro qui è un crescendo di puzze sempre più grottesche: latte andato a male, piedi sudati, puzzole, pesce marcio, fino a immagini che evocano la spazzatura con un gusto volutamente esagerato. È un umorismo fisico, primario, perfettamente tarato sull’età indicata (da 4 anni), e costruito per funzionare ad alta voce. Non è un dettaglio: questo albo rende al massimo nella lettura condivisa, dove la pausa prima di voltare pagina e la reazione del bambino diventano parte integrante del ritmo.
Dal punto di vista della scrittura, Lee lavora su una strategia collaudata ma efficace: ripetizione, escalation e un continuo “dialogo” implicito con il lettore. Il testo non pretende di essere raffinato, e non deve esserlo: punta a ottenere una cosa precisa, cioè una risposta immediata. Risata, smorfia, “bleah”, richiesta di andare avanti. La qualità, qui, è nella capacità di mantenere alta l’attenzione senza disperdersi, guidando il lettore in una progressione chiara e sempre più “troppo”.
Le illustrazioni di McKenzie sono l’altra metà del successo. Lo stile è energico, con espressioni marcate e un segno che amplifica la gag senza scivolare in un disgusto realmente disturbante. È una scelta importante: il libro gioca con l’idea del “che schifo”, ma resta nel registro della comicità, non del repellente. Questo lo rende adatto anche a lettori sensibili, purché accompagnati da un adulto che sappia gestire il gioco e i tempi.
Sotto il profilo “educativo” (se vogliamo usare una parola che qui resta sullo sfondo), il libro funziona perché mette in moto curiosità e controllo. Il bambino sa che voltare pagina “peggiorerà” la situazione, e proprio per questo la gira: sperimenta la relazione tra azione e conseguenza in un contesto sicuro, ridicolo, liberatorio. È una micro-palestra di attenzione e partecipazione: non passiva, non distratta, ma fatta di reazioni, previsioni, domande (“Cosa succede adesso?”).
Dal lato editoriale, parliamo di un albo in copertina rigida, 32 pagine, in italiano, pubblicato da Gribaudo (uscita indicata: 13 gennaio 2026). È un formato che si presta bene all’uso domestico e in classe: robusto, maneggevole, pensato per molte riletture. E questo è forse il punto più significativo: è un libro che chiede di essere riletto, perché il piacere non sta nel colpo di scena finale, ma nel rito stesso del “non dovrei… e invece”.
In conclusione, Non aprire questo libro… puzza! è un albo che conosce perfettamente il suo pubblico e non finge di essere altro: è una macchina comica ben calibrata, capace di trasformare la lettura in un’esperienza condivisa, rumorosa e felice. Consigliato a chi cerca un libro che faccia davvero leggere i bambini, nel senso più concreto del termine: con gli occhi, con la voce, con le reazioni, e con quella complicità che, a quattro anni, vale più di qualsiasi lezione.

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