domenica 13 settembre 2026

La crisi della lettura tra i bambini: cosa dicono i dati del 2026 (e una soluzione a chilometro zero)

 


Nel 2026 diversi paesi hanno dichiarato una vera e propria emergenza: sempre meno bambini e ragazzi leggono per piacere, e il calo è documentato, non percepito. Nel Regno Unito il 2026 è stato proclamato "Anno nazionale della lettura" proprio per rispondere a questo fenomeno, mentre la Bologna Children's Book Fair ha messo il tema al centro della sua edizione 2026, insieme alla crescente influenza del digitale e dell'intelligenza artificiale sulle abitudini di lettura dei più giovani.

Cosa dicono i dati

I report più recenti, tra cui quello pubblicato da HarperCollins UK in collaborazione con la Reading Agency, individuano alcune barriere ricorrenti nella lettura infantile: la lettura viene percepita come un compito scolastico più che come un piacere, i bambini faticano a scoprire libri adatti ai propri gusti in mezzo a un'offerta enorme, e gli schermi risultano quasi sempre l'opzione più semplice e immediata rispetto a un libro.

Le stesse ricerche indicano però delle direzioni concrete: togliere pressione alla lettura, offrire una scelta ampia e libera, e soprattutto continuare a leggere ad alta voce ai bambini con regolarità, per tutta l'infanzia e non solo nei primissimi anni.

Una soluzione a chilometro zero

C'è un filone di ricerca meno noto, ma altrettanto interessante: alcuni studiosi universitari che si occupano di educazione alla lettura stanno mostrando come un approccio legato al territorio — storie, luoghi e comunità che il bambino può riconoscere e visitare — aumenti in modo misurabile il coinvolgimento e il piacere della lettura, rispetto a storie percepite come lontane o astratte.

È un'indicazione che, in piccolo, molte famiglie e maestre già conoscono per intuito: un bambino si affeziona più facilmente a una storia se può dire "quel posto lo conosco" o "ci sono stato con i nonni". Le leggende locali, i racconti tramandati in una valle o in un paese, funzionano in questo senso come un ponte tra il libro e la vita reale del bambino — esattamente ciò che la ricerca definisce un approccio "place-led" alla lettura.

Tre cose concrete da fare, oggi

  • Alternare i grandi classici a storie legate al territorio in cui vive il bambino: castelli, sentieri, paesi vicini hanno quasi sempre una loro leggenda.
  • Leggere ad alta voce con regolarità, senza trasformarlo in un compito da verificare: l'ascolto libero, senza domande di comprensione subito dopo, resta il modo più efficace per far amare una storia.
  • Lasciare scegliere il bambino, anche tra più libri o più storie, invece di imporre un unico titolo: la libertà di scelta è uno dei fattori più citati dai report recenti.

Domande frequenti

È vero che i bambini leggono sempre meno? Sì, diversi report internazionali pubblicati nel 2025-2026 documentano un calo della lettura per piacere tra bambini e ragazzi, al punto che alcuni paesi hanno lanciato campagne nazionali dedicate.

Qual è la causa principale? Non ce n'è una sola: pesano la diffusione degli schermi, la percezione della lettura come compito scolastico e la difficoltà a scoprire libri adatti ai propri gusti in mezzo a un'offerta molto ampia.

Cosa funziona davvero per far amare la lettura ai bambini? Le indicazioni più condivise sono: leggere ad alta voce con regolarità, lasciare libertà di scelta, togliere pressione e usare, quando possibile, storie legate a luoghi reali e riconoscibili dal bambino.

Dove trovo storie legate al mio territorio da leggere ai bambini? Nel caso dell'Appennino Reggiano, una raccolta di partenza è il libro Eco di leggende, con nuove storie in arrivo prossimamente.


Questo articolo fa parte di un progetto dedicato alle leggende dell'Appennino Reggiano e a come raccontarle, anche ai più piccoli. Segui @eco_d_appennino su Instagram per nuove storie.

Vedi anche:

https://libroperbambini.blogspot.com/2026/09/la-stella-del-mattino-di-everelina-la.html 

 https://libroperbambini.blogspot.com/2026/09/matilde-e-il-sentiero-dei-fiori-la.html

 

Nessun commento:

Posta un commento