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domenica 14 dicembre 2025

AI per i compiti: come usarla bene senza copiare (e con meno litigi). Disponibile anche in eBook Kindle; se incluso in Kindle Unlimited lo leggi gratis

 


C’è una scena che ormai si ripete in tante case: il bambino o ragazzo apre l’app di un’AI “solo per farsi aiutare”, poi in tre minuti il testo è pronto… e in dieci secondi finisce incollato nei compiti. Il problema non è “l’AI cattiva”: il problema è che così non sta imparando nulla, e prima o poi si vede (verifiche, interrogazioni, fiducia, autostima).

L’AI può essere un tutor eccellente, ma solo se la usi come una bici con le rotelle: ti regge all’inizio, poi ti insegna a stare in equilibrio da solo.

Il confine tra “aiuto” e “copia”

Un criterio semplice che funziona quasi sempre: se alla fine tuo figlio non saprebbe spiegare a voce quello che ha scritto, allora non è aiuto. È delega. E quando deleghi l’apprendimento, non stai risparmiando fatica: la stai spostando più avanti, con interessi.

Un altro segnale: risposte troppo perfette, parole “da adulto”, frasi che non somigliano minimamente al modo in cui parla. In quei casi non serve la predica: serve cambiare metodo.

Il metodo giusto: usare l’AI come tutor, non come “stampante”

Ecco una routine concreta che puoi proporre senza trasformarti nel poliziotto dei compiti.

Prima, tuo figlio legge la consegna e la riscrive con parole sue in 2 righe. Se non ci riesce, l’AI può aiutare: “Spiegami la consegna come se avessi 10 anni” oppure “Fammi 3 esempi”. L’obiettivo è capire cosa viene chiesto, non produrre subito il tema.

Poi arriva la fase migliore: “Spiegami questo argomento con un esempio legato a qualcosa che mi piace (calcio/Roblox/animali)”. Se l’AI spiega bene, chiedi anche il contrario: “Adesso fammi 5 domande per vedere se ho capito”. Qui l’AI diventa davvero utile: trasforma lo studio in dialogo.

Quando è il momento di scrivere, la regola d’oro è: prima una scaletta fatta dal ragazzo. Anche brutta, anche con 5 punti. Solo dopo l’AI può dare una mano a migliorarla: “Questa è la mia scaletta, suggeriscimi cosa manca” oppure “Fammi notare dove non sono chiaro”. Così resta lui al volante.

Infine, la parte che evita i disastri: riscrivere tutto con parole proprie e leggerlo ad alta voce. Se suona finto, si corregge. Se non riesce a spiegarlo, si torna indietro. È noioso? Un po’. Ma è esattamente lì che succede l’apprendimento.

Un patto semplice che riduce i conflitti

In molte famiglie il vero tema non è l’AI: è il passaggio “gioco → studio”, che è durissimo perché il cervello deve cambiare marcia. Un patto funziona solo se è realistico e ripetibile.

Esempio pratico: “Prima 25 minuti di studio con obiettivo chiaro, poi 10 minuti di pausa”. Dopo due cicli, tempo gioco concordato. Se il ragazzo sa che il gioco torna davvero (e non dipende dall’umore dei grandi), smette di vivere i compiti come un sequestro.

E con l’AI, un patto ancora più semplice: “Puoi usarla, ma mi devi mostrare le domande che le hai fatto”. Non per controllare ogni riga: per insegnare che la qualità dipende dalle domande, non dal copia-incolla.

Attenzione a privacy e regole della scuola

Vale sempre una regola prudente: niente dati personali, niente nomi di compagni/prof, niente informazioni sensibili incollate dentro strumenti online. E vale anche un’altra cosa: alcune scuole stanno definendo regole specifiche sull’uso dell’AI. Se ci sono, rispettarle evita problemi e, soprattutto, evita di mettere tuo figlio nella posizione di “quello che bara”.

Se in casa il tema è Roblox/YouTube e compiti rimandati…

Se ti ritrovi nelle frasi “Ancora cinque minuti”, “Dopo lo faccio”, “Non ho tempo”, allora ti può essere utile un approccio più strutturato, con esempi pronti e un “patto di gioco” chiaro per età. In questo senso, il libro di Marco Ceretti che puoi acquistare qui su amazon, mette proprio al centro la quotidianità reale: passare dal gioco allo studio, ridurre i litigi, costruire orari sostenibili e capire quando preoccuparsi davvero.

 

giovedì 27 novembre 2025

AI e compiti a casa: il libro che ti aiuta a usare l’intelligenza artificiale senza distruggere la fiducia di tuo figlio

 


Quando tuo figlio apre il quaderno, guarda il compito… e nel giro di pochi minuti è già su un’app di intelligenza artificiale che gli scrive la risposta, non è solo una “furbata”.
Spesso è un segnale: fatica, paura di sbagliare, ansia di non essere all’altezza.
E per i genitori, di solito, scatta il solito copione: tu ti arrabbi, lui si chiude, i compiti diventano un campo di battaglia quotidiano.

Il libro “AI e compiti a casa: Un piano di 7 giorni per aiutare tuo figlio a usare l’intelligenza artificiale senza perdere fiducia in sé stesso” di Marco Ceretti (Vol. 9 della serie Crescere nell’Era Digitale) nasce esattamente per questi momenti.
Non è un manuale teorico sull’AI, ma un percorso guidato, concreto, di una settimana, pensato per mamme e papà che non vogliono vietare la tecnologia, ma neanche lasciare che l’AI si sostituisca al cervello dei figli.


Un problema reale: l’AI entra in casa prima che tu sia pronto

Le app di intelligenza artificiale sono arrivate sui telefoni dei ragazzi prima che molti genitori avessero il tempo di capirle davvero.
Risultato?

  • tuo figlio chiede subito “aiuto” all’AI

  • i compiti vengono svolti in automatico

  • l’errore non è più occasione per crescere, ma qualcosa da evitare a tutti i costi

Il rischio è chiaro: un uso passivo dell’AI che spegne curiosità, impegno e fiducia nelle proprie capacità.
Questo libro parte proprio da qui: dalla sensazione di aver perso il controllo, ma con il desiderio di rientrare in gioco come genitore, senza urlare, senza sensi di colpa e senza demonizzare la tecnologia.


Cosa trovi nel libro: un piano di 7 giorni, alla portata di tutti

“Compiti, AI e Fiducia” (il cuore del libro) è strutturato come un percorso di 7 giorni, ognuno con:

  • poche pagine da leggere (anche se arrivi a sera stanco)

  • un solo concetto chiave da portare a casa

  • un’azione concreta da fare subito al tavolo dei compiti

L’obiettivo non è diventare esperti di intelligenza artificiale, ma cambiare il clima in cui tuo figlio la utilizza.

Tra i passaggi più importanti del percorso ci sono:

1. Osservare senza esplodere

Prima di cambiare le regole, il libro ti invita a guardare davvero cosa succede quando tuo figlio usa l’AI: quando la apre, per cosa la usa, cosa succede se non la ha a disposizione.
Senza giudizi, senza scenate. Solo osservazione.
Perché non puoi cambiare ciò che non hai il coraggio di guardare.

2. La regola “Prima io, poi l’AI”

Uno dei concetti centrali è semplice ma potentissimo:

prima ci provo con la mia testa, poi chiedo aiuto all’intelligenza artificiale.

Il libro ti aiuta a introdurre questa regola in modo umano e dialogato, non come imposizione.
L’obiettivo è far capire a tuo figlio che l’AI non deve sostituire il suo cervello, ma entrare in gioco dopo il suo sforzo, come strumento di confronto e miglioramento.

3. L’errore: da vergogna a strumento per crescere

Molti ragazzi usano l’AI per cancellare l’errore prima ancora che compaia.
Qui il libro ti accompagna a rivalutare l’errore: non come fallimento, ma come parte naturale del percorso di apprendimento.
Con esempi pratici e domande da porre a tuo figlio, impari a trasformare:

“Hai sbagliato, non sei capace”

in

“Guarda cosa possiamo imparare da questo errore”.

4. L’AI come allenatore, non come stampella

Una delle immagini più efficaci del libro è quella dell’AI vista come allenatore: qualcuno che spiega, corregge, suggerisce.
Non una stampella che fa tutto al posto tuo.

Imparerai a guidare tuo figlio in domande diverse tipo:

  • “Spiegami questo esercizio passo passo”

  • “Fammi vedere un esempio simile”

invece di

  • “Fammi il compito”.

È un cambio di mentalità enorme, e il libro ti mostra come accompagnarlo, senza scontri continui.

5. Mettere limiti chiari a schermi e notifiche (senza guerra aperta)

Altro punto delicato: notifiche, distrazioni, mille finestre aperte mentre si fanno i compiti.
Nel piano di 7 giorni trovi indicazioni concrete per:

  • definire fasce orarie “schermo sì” e “schermo no”

  • decidere insieme quando e come l’AI può essere usata

  • ridurre il numero di discussioni, perché le regole vengono concordate, non solo imposte

6. Scegliere una sfida “difficile ma possibile”

Per ridare gusto alla fatica fatta bene, il libro ti propone di scegliere con tuo figlio una sfida alla sua altezza: non impossibile, ma neanche banale.
Può essere un tema, un problema di matematica, un progetto di ricerca.
L’AI in questo caso diventa supporto, non scorciatoia: la si usa per chiarire dubbi, riorganizzare idee, verificare, non per saltare l’impegno.

7. Scrivere insieme un “Patto con l’AI”

Il percorso si chiude con qualcosa di molto concreto: un Patto con l’AI genitore–figlio, da scrivere, leggere e firmare insieme.
In questo patto vengono messi nero su bianco:

  • quando si può usare l’AI

  • per quali tipi di compiti

  • quali sono i limiti chiari da rispettare

  • cosa succede se le regole non vengono rispettate

Non è un contratto rigido, ma uno strumento vivo, che può essere aggiornato nel tempo, man mano che tuo figlio cresce e la tecnologia cambia.


Perché questo libro può davvero fare la differenza

La forza di questo libro sta nel suo tono: nessun tecnicismo, niente prediche, zero sensi di colpa.
Ti parla come un genitore ad un altro genitore, con un linguaggio semplice e concreto, e ti ricorda una cosa essenziale:

anche in un mondo pieno di intelligenza artificiale,
il modo in cui tu stai accanto a tuo figlio fa ancora la differenza.

Se senti che l’AI è entrata in casa tua prima che tu fossi pronto, questo percorso di 7 giorni può aiutarti a:

  • abbassare i toni dei litigi sui compiti

  • rimettere al centro la fiducia e l’autonomia di tuo figlio

  • trasformare l’AI da problema confuso a strumento da usare con consapevolezza


Dove acquistare il libro

Puoi acquistare “AI e compiti a casa: Un piano di 7 giorni per aiutare tuo figlio a usare l’intelligenza artificiale senza perdere fiducia in sé stesso” di Marco Ceretti in versione digitale su Amazon (formato Kindle) a questo link:

👉 AI e compiti a casa – versione Kindle su Amazon

(link affiliato)

Se l’AI è già entrata nel tuo salotto, questo libro può essere il primo passo per rimetterti al centro e accompagnare tuo figlio in modo nuovo, più sereno e più consapevole.