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giovedì 27 novembre 2025

AI e compiti a casa: il libro che ti aiuta a usare l’intelligenza artificiale senza distruggere la fiducia di tuo figlio

 


Quando tuo figlio apre il quaderno, guarda il compito… e nel giro di pochi minuti è già su un’app di intelligenza artificiale che gli scrive la risposta, non è solo una “furbata”.
Spesso è un segnale: fatica, paura di sbagliare, ansia di non essere all’altezza.
E per i genitori, di solito, scatta il solito copione: tu ti arrabbi, lui si chiude, i compiti diventano un campo di battaglia quotidiano.

Il libro “AI e compiti a casa: Un piano di 7 giorni per aiutare tuo figlio a usare l’intelligenza artificiale senza perdere fiducia in sé stesso” di Marco Ceretti (Vol. 9 della serie Crescere nell’Era Digitale) nasce esattamente per questi momenti.
Non è un manuale teorico sull’AI, ma un percorso guidato, concreto, di una settimana, pensato per mamme e papà che non vogliono vietare la tecnologia, ma neanche lasciare che l’AI si sostituisca al cervello dei figli.


Un problema reale: l’AI entra in casa prima che tu sia pronto

Le app di intelligenza artificiale sono arrivate sui telefoni dei ragazzi prima che molti genitori avessero il tempo di capirle davvero.
Risultato?

  • tuo figlio chiede subito “aiuto” all’AI

  • i compiti vengono svolti in automatico

  • l’errore non è più occasione per crescere, ma qualcosa da evitare a tutti i costi

Il rischio è chiaro: un uso passivo dell’AI che spegne curiosità, impegno e fiducia nelle proprie capacità.
Questo libro parte proprio da qui: dalla sensazione di aver perso il controllo, ma con il desiderio di rientrare in gioco come genitore, senza urlare, senza sensi di colpa e senza demonizzare la tecnologia.


Cosa trovi nel libro: un piano di 7 giorni, alla portata di tutti

“Compiti, AI e Fiducia” (il cuore del libro) è strutturato come un percorso di 7 giorni, ognuno con:

  • poche pagine da leggere (anche se arrivi a sera stanco)

  • un solo concetto chiave da portare a casa

  • un’azione concreta da fare subito al tavolo dei compiti

L’obiettivo non è diventare esperti di intelligenza artificiale, ma cambiare il clima in cui tuo figlio la utilizza.

Tra i passaggi più importanti del percorso ci sono:

1. Osservare senza esplodere

Prima di cambiare le regole, il libro ti invita a guardare davvero cosa succede quando tuo figlio usa l’AI: quando la apre, per cosa la usa, cosa succede se non la ha a disposizione.
Senza giudizi, senza scenate. Solo osservazione.
Perché non puoi cambiare ciò che non hai il coraggio di guardare.

2. La regola “Prima io, poi l’AI”

Uno dei concetti centrali è semplice ma potentissimo:

prima ci provo con la mia testa, poi chiedo aiuto all’intelligenza artificiale.

Il libro ti aiuta a introdurre questa regola in modo umano e dialogato, non come imposizione.
L’obiettivo è far capire a tuo figlio che l’AI non deve sostituire il suo cervello, ma entrare in gioco dopo il suo sforzo, come strumento di confronto e miglioramento.

3. L’errore: da vergogna a strumento per crescere

Molti ragazzi usano l’AI per cancellare l’errore prima ancora che compaia.
Qui il libro ti accompagna a rivalutare l’errore: non come fallimento, ma come parte naturale del percorso di apprendimento.
Con esempi pratici e domande da porre a tuo figlio, impari a trasformare:

“Hai sbagliato, non sei capace”

in

“Guarda cosa possiamo imparare da questo errore”.

4. L’AI come allenatore, non come stampella

Una delle immagini più efficaci del libro è quella dell’AI vista come allenatore: qualcuno che spiega, corregge, suggerisce.
Non una stampella che fa tutto al posto tuo.

Imparerai a guidare tuo figlio in domande diverse tipo:

  • “Spiegami questo esercizio passo passo”

  • “Fammi vedere un esempio simile”

invece di

  • “Fammi il compito”.

È un cambio di mentalità enorme, e il libro ti mostra come accompagnarlo, senza scontri continui.

5. Mettere limiti chiari a schermi e notifiche (senza guerra aperta)

Altro punto delicato: notifiche, distrazioni, mille finestre aperte mentre si fanno i compiti.
Nel piano di 7 giorni trovi indicazioni concrete per:

  • definire fasce orarie “schermo sì” e “schermo no”

  • decidere insieme quando e come l’AI può essere usata

  • ridurre il numero di discussioni, perché le regole vengono concordate, non solo imposte

6. Scegliere una sfida “difficile ma possibile”

Per ridare gusto alla fatica fatta bene, il libro ti propone di scegliere con tuo figlio una sfida alla sua altezza: non impossibile, ma neanche banale.
Può essere un tema, un problema di matematica, un progetto di ricerca.
L’AI in questo caso diventa supporto, non scorciatoia: la si usa per chiarire dubbi, riorganizzare idee, verificare, non per saltare l’impegno.

7. Scrivere insieme un “Patto con l’AI”

Il percorso si chiude con qualcosa di molto concreto: un Patto con l’AI genitore–figlio, da scrivere, leggere e firmare insieme.
In questo patto vengono messi nero su bianco:

  • quando si può usare l’AI

  • per quali tipi di compiti

  • quali sono i limiti chiari da rispettare

  • cosa succede se le regole non vengono rispettate

Non è un contratto rigido, ma uno strumento vivo, che può essere aggiornato nel tempo, man mano che tuo figlio cresce e la tecnologia cambia.


Perché questo libro può davvero fare la differenza

La forza di questo libro sta nel suo tono: nessun tecnicismo, niente prediche, zero sensi di colpa.
Ti parla come un genitore ad un altro genitore, con un linguaggio semplice e concreto, e ti ricorda una cosa essenziale:

anche in un mondo pieno di intelligenza artificiale,
il modo in cui tu stai accanto a tuo figlio fa ancora la differenza.

Se senti che l’AI è entrata in casa tua prima che tu fossi pronto, questo percorso di 7 giorni può aiutarti a:

  • abbassare i toni dei litigi sui compiti

  • rimettere al centro la fiducia e l’autonomia di tuo figlio

  • trasformare l’AI da problema confuso a strumento da usare con consapevolezza


Dove acquistare il libro

Puoi acquistare “AI e compiti a casa: Un piano di 7 giorni per aiutare tuo figlio a usare l’intelligenza artificiale senza perdere fiducia in sé stesso” di Marco Ceretti in versione digitale su Amazon (formato Kindle) a questo link:

👉 AI e compiti a casa – versione Kindle su Amazon

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Se l’AI è già entrata nel tuo salotto, questo libro può essere il primo passo per rimetterti al centro e accompagnare tuo figlio in modo nuovo, più sereno e più consapevole. 

lunedì 24 novembre 2025

Compiti, AI e autostima: recensione del libro per genitori nell’era dell’intelligenza artificiale

 


Compiti, AI e autostima” di Marco Ceretti è un libro che parla direttamente al cuore di tanti genitori che si sentono smarriti davanti ai cambiamenti dell’era digitale. Fa parte della serie “Crescere nell’Era Digitale” e affronta una domanda sempre più frequente: che cosa succede all’autostima dei ragazzi quando l’intelligenza artificiale entra nella loro vita quotidiana, soprattutto nel momento dei compiti?

Il punto di partenza del libro è una figura ormai familiare in molte case: il figlio che appare intelligente, brillante, pieno di potenziale, ma allo stesso tempo fragile, insicuro, con una grande paura di sbagliare

È quel ragazzo che sembra usare l’AI per tutto, non solo per curiosità o per velocizzare il lavoro, ma quasi come se da solo non fosse mai abbastanza. Di fronte all’errore si blocca, davanti alla fatica rinuncia, e l’AI diventa il rifugio comodo in cui nascondere le proprie paure. Ceretti insiste su un punto molto importante: non si tratta semplicemente di pigrizia, ma spesso di una vera e propria fragilità nascosta, che la tecnologia rende meno visibile ma più profonda.

Nel libro viene spiegato con chiarezza come l’intelligenza artificiale, se usata nel modo sbagliato, rischi di trasformarsi in una trappola per l’autostima. Quando ogni risposta giusta arriva da uno strumento esterno e non dall’impegno personale, il messaggio che il ragazzo finisce per interiorizzare è pericoloso: senza AI non valgo, senza AI non sono in grado, senza AI non faccio abbastanza bene. 

In questo modo l’AI smette di essere un supporto e comincia a indebolire silenziosamente la fiducia in sé stessi. L’autore accompagna il lettore a riconoscere questi meccanismi, mostrando come a volte un rendimento scolastico apparentemente accettabile possa nascondere una dipendenza crescente dagli strumenti digitali e una paura dell’errore sempre più forte.

Uno degli aspetti più apprezzabili di “Compiti, AI e autostima” è lo stile concreto e pratico. Il libro non si limita a lanciare allarmi o frasi teoriche, ma entra nella vita reale delle famiglie. Ceretti offre spunti su come organizzare il momento dei compiti in modo che l’AI non sostituisca il ragazzo, ma lo affianchi. 

Propone esempi di dialogo, mostrando come possono cambiare le cose se, di fronte a un figlio che si blocca o si arrabbia, il genitore usa frasi che aiutano a costruire fiducia invece di aumentare la pressione. Il tono rimane sempre realistico: non ci sono modelli irraggiungibili di “genitori perfetti”, ma suggerimenti pensati per chi torna stanco dal lavoro e deve comunque affrontare compiti, tensioni, schermate e notifiche.

È molto interessante anche il modo in cui l’autore affronta il rapporto tra tecnologia e educazione senza cadere negli estremi. Questo non è un libro contro l’intelligenza artificiale. Non invita a spegnere tutto, a tornare a un passato senza dispositivi o a vivere l’AI come un nemico da combattere. 

Al contrario, propone una visione matura: l’AI può diventare uno strumento educativo, a patto che il ragazzo resti protagonista del suo percorso di apprendimento. Questo significa usarla per comprendere meglio un concetto, per avere esempi, spiegazioni, stimoli in più, senza delegare completamente la fatica di pensare, sbagliare, riscrivere, migliorare.

Il vero nodo, quindi, non è tanto se usare l’AI, ma come farlo. Il libro insiste sull’importanza di trasmettere ai figli l’idea che il valore non sta nel compito perfetto consegnato in fretta, ma nel sentirsi capaci di affrontare una sfida, anche quando richiede impegno e pazienza. Attraverso racconti, casi concreti e strategie psicologiche molto semplici, Ceretti mostra che la tecnologia può diventare l’occasione per lavorare proprio su questi aspetti: resilienza, autonomia, responsabilità, senso di efficacia personale.

“Compiti, AI e autostima” si rivolge in modo particolare ai genitori di ragazzi delle scuole medie e superiori, che vivono ogni giorno l’intreccio tra compiti, studio online e strumenti di intelligenza artificiale. 

È utile per chi ha la sensazione che il proprio figlio abbia smesso di provarci davvero, per chi vede comparire frasi come “tanto non ci riesco”, “senza questo non ce la faccio”, oppure nota che ogni attività difficile viene aggirata con una scorciatoia digitale. È prezioso anche per quei genitori che non si sentono esperti di tecnologia, ma vogliono capire meglio cosa sta accadendo nella mente e nel cuore dei loro figli quando cliccano su “genera risposta”.

In conclusione, questo libro è una lettura che vale la pena affrontare se senti il bisogno di strumenti concreti e di uno sguardo equilibrato sul tema. “Compiti, AI e autostima” aiuta a tenere insieme scuola, tecnologia e crescita interiore, mostrando che l’obiettivo non è crescere ragazzi “perfetti” davanti allo schermo, ma giovani capaci di fidarsi di sé stessi anche quando l’AI non c’è. 

È una guida rassicurante, che non promette miracoli, ma offre criteri chiari e idee pratiche per trasformare l’uso dell’AI in famiglia in un’occasione di crescita, invece che in una minaccia silenziosa all’autostima dei nostri figli.

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